Che emozione l’arrivo di un bebè. Per molte coppie un sogno che si corona!
Per noi è stata una lunga luna di miele, riconosco sia raro godersi tutti e nove i mesi di gravidanza e sono vicina alle donne che hanno incontrato difficoltà e problematiche durante la gestazione. Sono stata fortunata soprattutto per quanto riguarda la salute, ho insegnato fino alla fine dell’ottavo mese, il nostro pancione ha viaggiato ovunque, guidato lezioni ai Festival di yoga ed ha nuotato fino a due giorni prima dell’arrivo di Jai. Ero anche circondata da un cerchio di donne forti che facevano svanire le paure che purtroppo spesso velano l’atmosfera magica di questo periodo. In America avevo appreso l’usanza della “baby moon”, l’ultima vacanza da single che si prendono mamma e papà prima dell’arrivo del bebè.
Ma anche per le coppie più serene e supportate esistono i momenti di timore; i dubbi insorgono ed è normale: sarò un buon genitore? riusciremo ad insegnare ciò che abbiamo imparato a nostra volta? faremo errori? (SICURO!!!) e cosa succederà di noi come coppia?
Ecco alcuni suggerimenti che offriamo umilmente e che per noi hanno funzionato e funzionano:
foto di Federico Riva
1. Rimanere nella bolla d’amore il più a lungo possibile. I primi 40 giorni sono delicati, un tornado di emozioni e di “adjustemnt”. Se ce la fate per tutti i 40 giorni. Circoscrivete il vostro territorio e fate capire al resto del mondo che avranno tutto il tempo di condividere con voi l’arrivo della nuova anima (la famiglia stretta è la fetta di mondo a cui è più complicato passare questo messaggio)
2. Rimanete curiosi e non “subite” il cambiamento. Ecco che abbiamo l’occasione di osservare di prima persona l’atterraggio sulla terra di un essere umano. E’ davvero incredibile vedere i progressi giorno dopo giorno, condividerli fra genitori crea un “bond”, un legame intimo che in mancanza dell’intimità di coppia (primi due/tre mesi tutta l’energia va al cucciolo) che riempie i cuori e soddisfa entrambi.
3. Imparate a “restare” con il piantoE’ la voce del bambino ed è fondamentale ascoltarla soprattutto i primi 40 giorni, serve imparare a capire i diversi pianti; fame, sonno, bisogno di cambiare posizione o ambiente, coliche etc… in inglese “to rest” vuol dire riposare. Bene…diciamo che riposare a suon di pianto è ben difficile…. va bene tutto ma non sono pazza! In questo a volte i papà sono perfino più bravi. Stefano ad esempio era l’eroe di casa quando si trattava di calmare Jai per le coliche. Ie ne sarò eternamente grata!
4. Tempo per noiMagari non da subito ma appena possibile affidate il nuovo boss di casa a nonni o ad amate babysitter e ritagliatevi un paio d’ore. Per noi è stato bellissimo andare alle terme un paio di volte… AH! Assolutamente vietato parlare del bambino e guardare le foto degli ultimi giorni in modo compulsivo !
5. Sognare. A volte sembra che la vostra vita “passata” e tutte le avventure di un tempo siano state sepolte e che non torneranno mai più. Parlate con il vostro bimbo ed insieme raccontate quello che farete insieme appena potrà tenere su la testa da solo, stare seduto, camminare, parlare…insomma che ogni piccolo grande traguardo possa farvi sognare! Le avventure si trasformano… ritornano e possono essere anche più belle di un tempo!
A volte anche una corsa sulla spiaggia diventa un’avventura e ti ricordi di quando passeggiavate in due… era più divertente? più romantico? mmmm…. non credo!