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L’Ayurveda è la scienza sorella dello yoga, e così come lo yoga, racchiude in sé un insieme di pratiche che ci aiutano a prenderci cura di noi. Entrambe rendono il nostro corpo più forte e sano, e ci aiutano a ricongiungerci con la parte più profonda di noi stessi e con l’Universo. La prima grande regola professata da queste due scienze è che l’uomo facendo parte della Natura per vivere in salute deve rimanere in relazione con la sua energia e con i suoi ritmi. La conoscenza dell’Ayurveda applicata alla pratica Yoga può dar vita a delle routines che diventano strumenti potenti per armonizzarci con la Natura ed i cambiamenti in atto.

Muovendosi verso i mesi caldi, il calore interno si disperde ed il potere digestivo (Agni) ne risente. Dalla forza della digestione dipende la forza dell’individuo, per mantenere una buona energia fisica ed un equilibrato stato mentale dobbiamo prenderci cura del Dosha Pitta attraverso la pratica e l’alimentazione.

E’ importante che l’elemento fuoco sia attivo, ma mai in eccesso. Pitta è ricco di energia rajasica, quindi la parola d’ordine in questa pratica sarà CALMA. La natura di Pitta se rallentata in eccesso può portare alla noia e alla distrazione. Andremo quindi ad esplorare come torsioni, estensioni e posizioni di equilibrio (di natura prettamente solare) possano essere sperimentate ed integrate facendo risaltare il loro aspetto maggiormente lunare, rinfrescante, calmante. Ecco dunque che le torsioni rimarranno maggiormente aperte, lasciando spazio per il ventre e gli organi interni, così che questo senso di “spazio” ci inviti ad una maggiore apertura negli inarcamenti. Ci arriveremo rispettando il principio di vairagya (non attaccamento) ed ahimsa (non violenza), vera e propria medicina per gli individui di tipologia Pitta. 

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